Molini di Triora: l’antico granaio e l’affascinante storia di Casa Balestra

40 km da Imperia.

Benvenuti lettori a Molini di Triora.

Forse avrete sentito parlare di Triora, il paese delle streghe, così chiamato perchè nel medioevo vi venne condotta la più grande caccia alle streghe d’Italia.

Ma e di Molini?

Di questo piccolo borgo, a soli 6 km da Triora, se ne parla poco eppure la sua importanza era significativa in quanto, con 23 mulini, costruiti lungo i torrenti Capriolo ed Argentina, era il più grande luogo in cui si macinava il grano per la Repubblica di Genova.

Le belle viuzze acciottolate meritano una passeggiata per vedere la chiesa, i pergolati di viti e, se siete fortunati, le numerosissime ortensie fiorite.

L’edificio più degno di nota del borgo però è Casa Balestra, con la storia che essa custodisce.

Casa Balestra-Lantrua e una vita di sogni

Passeggiando per le vie del borgo una voce ci ha fatti bloccare all’improvviso; è Giacomo, il proprietario, insieme alla sorella, di uno degli edifici più belli e vissuti del paesino: Casa Balestra-Lantrua.

Da una finestra del secondo piano ci invita ad entrare e si offre come guida in vece della sorella, attualmente impegnata in cucina. Siamo titubanti, è domenica mattina e noi sappiamo che la casa è aperta alle visite solo al pomeriggio, momento in cui dovremmo già essere rientrati a Savona. Mentre lui scende rapidamente le scale e ci raggiunge, noi tentenniamo, ci dispiacerebbe disturbare, ma siamo anche molto curiosi. Giacomo apre la porta e con un sorrisone ci invita ad entrare, impossibile dire di no.

La visita inizia dalle cantine e dalle stalle e mentre Valentina si aggira circospetta tra botti e bottiglie, Giacomo racconta: sono i discendenti di Giovanni Battista Balestra, un medico che agli inizi dell’800 fu il primo a testare il vaccino contro il vaiolo e che nel 1830 comprò una porzione di uno dei tanti fabbricati che dapprima utilizzati a Molini come granai, venivano in quel periodo dismessi e venduti. Lotto dopo lotto, lui e la moglie Rosa Donzella, riuscirono ad acquistare tutto l’edificio e da allora “Casa Balestra” vive.

Dal matrimonio, il chirurgo ebbe quattro figli, uno dei quali divenne Arcivescovo di Cagliari nella prima metà del ‘900. Generoso e di buon cuore, l’Arcivescovo, mantenne i due nipoti più piccoli rimasti presto orfani e con notevole lungimiranza e rispetto della libertà intellettuale delle donne, permise alla femmina, Faustina, di diventare maestra.

Parte dei locali di Casa Balestra vennero anche utilizzati come scuola quando, divenuta obbligatoria l’istruzione elementare, il Comune di Molini, passato da frazione di Triora a capoluogo nel 1903, decise di fare la scuola in uno dei locali più grandi del paese.

La sala principale ospita poi un trittico, commissionato da Rosalba Lantrua per lasciare nella casa anche un segno dei tempi moderni. Il dipinto è realizzato dal pittore Michael Green, amico di famiglia e perno importante per la conservazione e sopravvivenza di questa casa-museo.

La visita termina nel terrazzo, attualmente luogo accogliente ed invitante nel quale sorseggiare le bevande offerte dalla ospitale Daniela. Anticamente però questo luogo veniva utilizzato come essiccatoio.

Casa Balestra è un misto tra presente e passato: reperti storici, mobili antichi e documenti che attestano l’arresto del chirurgo, nel 1831 da parte di Carlo Felice, re di Sardegna e la sua liberazione con Carlo Alberto poco dopo, si alternano ad effetti del tutto moderni, tra i quali anche un lettino da bambini. Si, perché Casa Balestra non è solo un museo, ma è anche il luogo in cui, d’estate e nei finesettimana la famiglia torna a vivere e instancabilmente e appassionatamente trasmette a chiunque sia interessato, una affascinante storia.

Entrate per un’oretta in un’altra atmosfera: Giacomo, con uno spiccato senso dell’umorismo e Daniela, preparata ed ospitale, vi sapranno emozionare.

La casa è aperta la domenica pomeriggio. Per qualsiasi informazione pratica potete consultare il sito ufficiale.

Buona visita!

2 pensieri riguardo “Molini di Triora: l’antico granaio e l’affascinante storia di Casa Balestra

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